laura pavia

Sognare e Vivere dei propri sogni!

Cosa dicono di me …

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E’ un tocco di magia il verseggiare vellutato di Laura Pavia, che nella silloge “Quando la sera” mette in mostra una maturità non comune, sposando la musicalità della parola, detta e taciuta, con il cesellamento di una volizione sospesa in un incondizionato abbraccio verso il mondo che la circonda.

Prof. Alessandro Lattarulo, motivazione 1° Classificato nella sez. B del Premio Nazionale Bari Città Aperta – II Edizione, 26 Novembre 2017

 

BISBIGLIA LA NOTTE

Una lirica ermetica: i suoi versi sono spezzettati, frammentati. Una poesia, quindi, tipicamente ungarettiana, in cui il ricorso al verso interrotto o troncato rispetto a quello tradizionale è dettato dall’esigenza di cogliere l’attenzione del lettore sulla parola pura ed essenziale, che scatena infinite riflessioni ed associazioni. Spesso, l’Autrice barese ci introduce nella dimensione del fiabesco e della leggerezza, ottime compagne della poesia, una atmosfera rarefatta di mancanza di gravità, dove orbitano sentimenti e, vivaddio, poesie che vogliono lasciare un segno, una traccia indelebile del loro passaggio.

Tito Cauchi, motivazione per il 1° premio assoluto assegnato a “Bisbiglia la notte” al Premio Leandro Polverini 2016

 

 

BISBIGLIA LA NOTTE

Nell’intimità del nostro essere vive una zona recondita ed oscura, che custodisce il nostro vivere più profondo, i nostri pensieri più luminosi, i nostri linguaggi più sottili, che “come liberi fiumi,/ caparbiamente son esistenze/ come filamenti, vite stranite/ si tendono,/[..]”. Solo la Poesia più matura sa addentrarsi dove il medio sentire non osa e non sa, solo i poeti ispirati dal destino di Orfeo scendono in quegli inferi, leggiadri come colombe e gravi come il senso delle cose, dove non solo fiamme, ma “biblioteche di diafani libri/ inspirano, palpitano, spirano/ [..]”.

Di fronte al testo poetico di Laura Pavia assistiamo a questa discesa nei meandri linguistici e incandescenti di un’anima strutturata, e a volte de-struttura, nello stesso verso che la compone. Non è un poetare che echeggia nel già banalmente sentito o nell’astruso versificare di chi non ha un qualcosa di coerente e nuovo da dire, bensì la Pavia si destreggia con misura ed estro creativo per modellare il linguaggio nell’unicità del suo, nostro, personalissimo viaggio poetico attraverso i silenzi, le pause, le vertigini dell’ispirazione. “Annego vorace di miraggio pena,/ mortale aguzzino il mio passato/ muore./” Le dimensioni dell’anima, passato, presente e futuro, vengono trasfigurate nel verso, assistendo al loro albeggiare come alle loro fini, accompagnandole all’estremo orizzonte del significato, vivendo catarticamente la loro sofferenza, gioendo dei loro risvegli nella più eterea ed impensata bellezza, dove non si sarebbe mai pensato, nei luoghi più prossimi o anche più remoti, dove “sulle tue labbra/ sillabe d’amore,/ tocco di petalo.”

E questa notte fatta di “granelli d’ambra in mare/ deserto sciabordano,/ precari/ soffi di terse fragranze,/ sull’ocra distesa spiro,/ diari/ di un amorfo pianeta,/ muto il volto ammiro:/ incanto” ci cerca e così richiama in quel mondo antico ed eternamente giovane della poesia, per farci bisbigliare, rispecchiandosi finalmente nel notturno di noi stessi,“sul ciglio dell’abisso/ il nulla contemplo,/ soffermo vorace/ di avvenire affannoso,/ conoscenza vacante.”

Emanuele Martinuzzi,  16/01/2016 per Bisbiglia la notte di Laura Pavia

 

BISBIGLIA LA NOTTE

Il tema della notte è molto frequente e cantato in letteratura sia italiana che europea. Laura riesce a farlo suo mirabilmente.
 
Muri di stelle spente, scale spezzate,
volte celesti troppo lontane, macchie
tristi.
 
Fonte di ispirazione, libero accesso a quel sentire intimo che porta alla luce sensazioni, ricordi, più o meno dolorosi, ma nella quiete e nella solitudine, cerca quella via preferenziale verso la conoscenza.

Come liberi fiumi,
caparbiamente son esistenze
come filamenti, vite stranite
si tendono…
 
Una ricerca non sempre semplice che si stacca dal caos del giorno, e si arrampica o vive abissi e zone d’ombra, scatenando passioni, dubbi e scontrandosi con un Mistero non sempre magico.
L’istinto e la ragione sono in guerra con le emozioni e solo attraversando ripidi luoghi, si può dosare la paura e placare la rabbia, giungendo ad una libertà dello spirito, non più in affanno ma compagno di un consiglio nuovo per il giorno che viene.
 
Nel vuoto ritrovo
sospiri sospesi
su abissi rari
d’intrecci svirgole,
abbracci fugati
in illuso amo
 
Un sussurrato messaggio, metabolizzato e metamorfosi  completata da un’apertura dell’anima ed a un legame con il  trascendente non indifferente.
 
Campana diceva:  …io poeta notturno/ vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo… (Canti orfici, La chimera) o la stessa Alda Merini affermava:  I poeti lavorano di notte (da “Destinati a morire”)
 
Laura incanta, e conduce nel sogno, con  struggente dolcezza e smisurata passione. I  versi ritmano, trasudano, destano di notte, mitigano le paure, e diventano fiumi da attraversare e con ponti da costruire. Un’immersione intensa, in versi carichi di significato che si sposano con i dipinti, (opere della stessa autrice), tanto da ritrovare nello sguardo proiettato dentro, la pace e la serenità raggiunta.
La poetessa si arma e altalenando sulla strada della vita, percorre con la penna ogni stato dell’umana quotidianità, dipingendo caparbia i dettagli che non sono semplici miraggi, ma motivi di speranza e realtà sicure oltre tutto.

Dulcinea Annamaria Pecoraro, Direttrice di “Deliri Progressivi”,  16/01/2016 per Bisbiglia la notte di Laura Pavia

 

BISBIGLIA LA NOTTE

QUEL BACIO ETERNO di LAURA PAVIA

Poesie dell’umido specchio ancora in attesa d’un riflesso. Laura Pavia vive l’immensa attesa, senza spere sciolte vesti. Viaggia con le onde irrefrene allo sformo spondo, sempre sluccico bivacco, anonima moltitudine granello su granello in colline di tutte le clessidre empie del tempo.

Abisso profondo, illuso giaciglio, notte irricama d’indaco. L’autrice cammina, rovista il ricordo subendone l’attacco, tanto violento quanto improvviso, inevitabile scontato verdetto. Palma la neve cercando pigmento. Rema nel mare, perlustra la pianura e arrampa alla vetta con quel vano tento d’urto riaddosso masso caduto, come ennesima foglia di medesima stagione. La luce che squarcia il cielo è un prego d’un bacio, l’unico inebrio canto d’eterno. La poetessa traduce dolore, ghiaio affanno di calcio fanciullo, perchè la sua sillaba è sincera, ciottola purezza. Con abile linguaggio del cuore Laura Pavia bersaglia l’essere, l’io, l’approdo negato in un mondo inghiottito con dispero ritmo, carente carezza, nell’impatto a volte solitario, lucente addendo all’inchiostro.

Riccardo Melotti 20/5/2015 per Bisbiglia la notte di Laura Pavia

 

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Sospiri di Nuvola di Laura Pavia premiata al Nabokov 2013 

L’autrice, insieme agli altri 6 finalisti verrà premiata durante la serata che si terrà nel Salento a Novoli (Lecce) presso il Teatro Comunale in Piazza Regina Margherita, domenica, 12 gennaio 2014, dalle ore 17, nell’ambito del Premio Fraternità organizzato dal Comune di Novoli e dall’Assessorato alle politiche giovanili retto da Roberto Nitto.

Nella stessa serata verrà consegnata ai primi tre una targa del concorso.

Il libro è disponibile presso le maggiori librerie online e tramite il distributore Libri Diffusi, il nuovo libro di Laura Pavia, Sospiri di nuvola. Raccoglie in versi albe e tramonti, sorrisi e lacrime di una altalena che si chiama vita.

http://www.comunicati-stampa.net/com/sospiri-di-nuvola-di-laura-pavia-vince-il-premio-letterario-nabokov-2013.html

 

 

 

 

 

<<L’Autrice ci trasmette in modo a dir poco perfetto, il valore e il senso del dono della vita. Ci ricorda che siamo di passaggio, e che la nostra permanenza qui, su questa bella terra, ci serve ad evolverci in un flusso continuo di Coscienza, dove ogni gesto e ogni parola ha un senso e nulla viene sprecato. Ancora, come nella sua Opera prima, un incedere deciso e lento a… piccoli passi, lungo una retta che diventa “casa di mille mondi e di mille voci” e che si dirige “verso un unico orizzonte, quello delle proprie possibilità, quello del Chi voglio essere”>>.

Melissa Barontini per Pilgrim, L’Orizzonte delle possibilità, Laura Pavia.

 

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11 pensieri su “Cosa dicono di me …

  1. Laura Pavia in ha detto:

    Laura, complimenti per questo tuo secondo libro che non ho ancora letto ma che, sono sicura, come e più del primo saprà regalare, a chi lo legge momenti di riflessione profonda, Auguri per un successo letterario nazionale che ti faccia conoscere al grande pubblico…Dove si trova il libro? E’ già possibile acquistarlo?
    Baci

    • Grazie mille Laura! lo spero di cuore… scrivere è diventata la mia realizzazione più grande, è come vedere in un foglio un amico, cui confidare stati d’animo, pensieri e aspirazioni. è il mondo in cui posso tranquillamente essere me stessa, un mondo che può essere condivisibile o meno, ma sempre una dimensione tutta mia…. è bello se condividere questo mi consente di allargare i miei orizzonti e di toccare mondi diversi dal mio… è l’incontro della molteplicità di universi, quali sono le vite di milioni di persone che vivono fuori di me! ho tanta voglia di realizzare quanto desidero, davvero tanta!!!!
      (Sarà possibile acquistarlo online fra qualche giorno).

  2. omissis……Ancora, come nella sua Opera prima, un incedere deciso e lento a… piccoli passi, lungo una retta che diventa “casa di mille mondi e di mille voci” e che si dirige “verso un unico orizzonte, quello delle proprie possibilità, quello del Chi voglio essere”…. omissis. Questo è un pezzo del “cosa dicono di me” di sopra. Sarebbe interessante un tuo commento personale, in modo particolare mi piacerebbe sapere se hai un evento personale, senza entrare nei particolari, che rispecchia quel commento. Grazie in anticipo Antonio-
    Complimenti per tutto, con l’augurio che tu possa raggiungere i risulatati che meriti.

    • Antonio, ti ringrazio per i complimenti e gli auguri. Quanto a un commento, i miei libri parlano della mia vita, della vita della mia famiglia, in cui tutto quello che si é riuscito e si riesce a realizzare è frutto solo di piccoli passi. Oggi leggevo “…noi che non ci arrendiamo, noi che quando piove tiriamo fuori l’ombrello, che quando nevica indossiamo i guanti, che quando imperversa la tempesta continuiamo a lottare per sopravvivere…”, questa sono anche io. Certo a parole tutto sembra facile, ma tante volte questa lotta è molto simile a quella di Don Chisciotte che continua a lottare contro i mulini a vento, in nome di ideali e valori, che giorno dopo giorno diventano davvero tesoro prezioso di pochi. Di quei pochi che non hanno voglia di scendere a compromessi, che intendono continuare a essere quello che sono, semplici anche nella solitudine. Quando hai uno scopo nella vita e desideri ardentemente realizzarlo, nasce in te un coraggio e una tenacia che l’abitudine e l’arrendevolezza soffocano giù, in fondo all’animo. Mi conosci abbastanza per sapere che amo starmene per i fatti miei, perchè spesso diverse persone mi hanno deluso, o meglio non hanno approvato la mia vita, non fatta di eccessi, ma silenziosa e mia. Non amo la vita mondana, ma è forse questa una colpa? Adoro leggere, scrivere, perdermi nella musica perchè in essi vivo le mille possibilità di quello che desidero essere. Non inseguo fama, gloria o denaro: voglio solo sopravvivere, restare oltre il tempo nella memoria di chi mi ha conosciuto e ha conosciuto un mondo interiore, il mio, che non ha la pretesa di universalità , ma sola una testimonianza, quello del passaggio in questa vita di una persona comune, la più banale forse, ma è la mia. E io voglio plasmarla secondo la mia interiorità, senza per forza di cose lasciarmi violentare dalla omologazione di uno status, in cui il senso del carpe diem è stato stravolto: non si vive solo se insegui gli eccessi, si vive se hai il coraggio di vivere la vita che tu desideri per te!

      • Antonio in ha detto:

        ……….Mi conosci abbastanza per sapere che amo starmene per i fatti miei,… non ABBASTANZA, ma ti conosco, e riesco a capirti, capisco quando riaffiorano alcuni ricordi dell’infanzia, dei miei genitori, dei miei nonni, della mia famiglia insomma e mi si stringe l’anima al ricordo di una vita semplice fatte appunto di piccoli passi ma sana, vera, che lascia un solco indelebile nelle persone che l’hanno vissuta al contrario della vita frenetica, fatta di inutilità che oggi viviamo e che ti scivola senza nemmeno accarezzarti. Io non sono stato mai vittima dei formalismi MAI, ho frequentato tutte le persone che mi si sono presentate davanti ma MAI mi sono innamorato della futilità e dell’inutile, ognuna di quelle amicizie mi ha dato TANTISSIMO e mi tolto altrettanto. Perchè la società ti giudica per quello che vede non per quello che sei nell’anima ecco che sopraggiunge la tempesta della DELUSIONE che io guardo negli occhi affronto saluto e proseguo per la mia strada, come dici tu a piccoli passi, ma verso il traguardo che mi sono prefissato con o senza la compagnia che avrei voluto

        premesso che neanche a me piacciono gli eccessi ma…..perchè spesso diverse persone mi hanno deluso, o meglio non hanno approvato la mia vita, non fatta di eccessi, ma silenziosa e mia………la delusione è tra le cadute, forse una delle più doloranti, che ti hanno aiutata a scoprire quello che sei e ad inseguire il sogno che insegui ad essere quella che oggi sei.

        ……non si vive solo se insegui gli eccessi…… quando dici “solo” lasci uno spiraglio agli eccessi, lo hai lasciato perchè potrebbero rientrare nella…. “vita che tu desideri” o perchè pur non desiderandoli credi che si possa comunque inseguirli senza lasciarsi travolgere e coinvolgere più di tanto….
        Ciao Antonio

      • Antonio, quando dico “solo” non è perchè io lascio uno spiraglio, ma perchè rispetto le scelte di chi vive di eccessi, perchè ritengo che la libertà, sia essa di vita, di pensiero che di scegliere, sia il fondamento su cui è possibile costruire rapporti. E parlo di RISPETTO, perchè ciascuno DEVE vivere la propria vita come più desidera, senza per questo ferire chi sta percorrendo una sua strada a modo suo. La mia famiglia mi ha dato esempio di grande onestà e rispetto: mia nonna ha perso mio nonno in giovane età, ma ha avuto la forza, il coraggio, la tenacia di tirare su sei figli da sola! Era l’unione di una famiglia a reggere lo scheletro sociale dell’epoca, non compromessi, nè invidia, nè futilità.
        Mio padre oggi non è più, ma ha lasciato in noi l’insegnamento dell’umiltà di rispettare se stessi e il prossimo, l’insegnamento del percorrere il proprio sentiero, come hai detto tu, senza guardarsi intorno, ma convinti di quello che si fa e si è. Ma mi chiedo, perchè gli altri non possono fare lo stesso. Avevo iniziato da poco a scrivere il mio primo libro e lui mi disse “va’ avanti, rileggilo, correggilo, riscrivilo dove serve, ma va’ avanti!”. Sai cosa mi fa male e anche ora che te ne parlo ho le lacrime agli occhi? Non ho avuto il coraggio di pubblicarlo finchè non ho incontrato la morte con la sua scomparsa. Guardarla in faccia mentre si portava via una parte di quella famiglia che era stata ed è il senso più profondo dell’esistenza. Il mio rimpianto maggiore? All’ultimo concorso, quando ho ricevuto l’encomio di merito … mio padre non era lì, e io avevo un infinito bisogno di abbracciarlo … forte!!! per dirgli “ehi, pa’, ce l’abbiamo fatta. Sono qui e lo devo anche a te!”. Ho chiamato mamma …
        Non mi sono costati i sacrifici per arrivare dove sono ora, nè mi costeranno quelli che avrò voglia e determinazione di affrontare per realizzare altri sogni e passioni. Procedo a piccoli passi, ma desidero realizzare e vedere tutti gli orizzonti di possibilità che mi si prospetteranno, perchè raggiungerli mi fa sentire viva, mi fa affonadre le mani nella sostanza della vita: le sporco di inchiostro vitale e me ne lavo l’anima e il volto. E’ come “entrare dentro”, non solo attraversarla, ma affondarvisi e naufragarci. Ne assaporo ogni momento, proprio perchè ogni passo è una conquista, ogni passo un fiore.

  3. Antonio in ha detto:

    Condivido quello che hai scritto e in fondo ci accomunano gli stessi valori. Una cosa va detta, che la mentalità paesana, figlia dell’ignoranza e della falsa fede, legata al timore di Dio e non al rispetto di Dio, è un fardello troppo pesante da portare, un fardello che ti condiziona la vita se non hai la forza di affrontarlo, sfidarlo e ripudiarlo. Perchè, essere condizionati in un paesello, da quello che la gente pensa di te, in base agli sandards “di chiusura assoluta del modo di vivere locale” rispetto al resto del mondo è una BRUTTURA UNICA. Se si pensa ai valori di “diversità e di integrazione” che oggi sono alla base della nostra civiltà. Il RISPETTO della diversità (di colore, di sesso, di razza, di pensiero ecc) e dell’integrazione delle stesse mancava prima, e diciamo che possiamo giustificarlo, perchè la Morale va di pari passo con la Storia, ma oggi tutto questo NON è più giustificato. Ecco concludo, né prima né oggi è la via di mezzo che va ricercata, facendo una cernità di quello che più ci assomiglia.
    Ciao Antonio

  4. io in ha detto:

    A leggere questi commenti uno potrebbe pensare che sei una persona senza difetti,perfetta, che non sbaglia mai ,solo perchè vive la sua vita ad una certa distanza dagli altri, da tutti.
    Senza alcuna vena polemica, ma riscontrandola(indirizzata a quelle persone che ti hanno delusa) nella tua risposta ad Antonio ,voglio chiederti: sei sicura che durante la tua vita non hai mai profondamente deluso o danneggiato qualcuno con le tue azioni anche se non te ne sei mai accorta al momento ? Magari lo hai capito mentre ascoltavi musica e i ricordi ti hanno portato a certi momenti, a certe situazioni e a valutarle diversamente…..senza voler sembrare presuntuoso ed antipatico io ritengo di si….è normale a questo mondo. Io son sicuro di aver deluso alcuni e senza saperlo posso aver deluso tanti altri…

    Un saluto
    Non mi firmo ma se capisci dall’indirizzo di posta chi sono son sicuro che saprai rispondermi sinceramente

    P.S. Posso sembrarti poco sincero, invece lo sono se ti dico che sei brava e caparbia.Complimenti per i tuoi versi

    • Mimmo, non sono una persona perfetta, e per fortuna!, aggiungerei. Sai che noia?! Ma posso dire senza timore di essere smentita, che mi sono sempre impegnata a evitare di deludere gli altri, chiunque essi fossero, a volte anche caricandomi di sensi di colpa che poi ho constatato non essere giusti. Non so se sempre ci sono riuscita, probabilmente qualcuno non ha neanche rispettato il mio modo di pensare. Non mi piace che mi si prenda in giro e non condivido che si prenda in giro nessuno: questa sì che sarebbe una grande delusione. Quando mi dedico a qualcosa mi riverso in essa, e non mi interessa il tempo che impiego, voglio farlo e lo faccio; se questo non è in linea con quanto gli altri pensano sia giusto, non significa che debba non esserlo per me. Ognuno fa delle scelte ed è troppo facile addoosare agli altri colpe e responsabilità. Quello che accade nella vita non è mai dovuto al singolo, ma sempre almeno a due persone che fanno delle scelte. La delusione è altro: non deludo gli altri solo se penso in un certo modo, magari diverso dal tuo, ma è il MIO modo di vedere la vita, i rapporti e le relazioni umane. Io non condivido il tuo per alcuni versi, ma questo non significa che tu possa avermi deluso. La delusione nasce quando qualcuno non ha il coraggio di esprimere il proprio pensiero e vede nell’altro sempre “il nemico”. Sì, è vero, sono testarda, ma qualcuno disse tanto tempo fa “non omologatevi”; certo S. Paolo non lo disse direttamente a me, ma a tutti coloro che volevano e, ancora oggi, vogliono difendere il proprio pensiero e il proprio modo di vivere, senza per questo giudicare, perchè ciascuno vive il proprio destino e la propria esistenza secondo criteri che sono suoi peculiari e non necessariamente condivisi, accettandone anche le conseguenze, magari pesanti, ma fa parte delle proprie scelte. Certo è che però deve, da parte degli altri, esserci il rispetto della diversità, non solo fisica e umana, ma anche e soprattutto di pensiero. Altrimenti saremmo stati o saremmo ancora un mondo di ciuchi, in cui tutto sarebbe grigio e monotono, colori e musica scomparirebbero o forse non sarebbero mai esistiti…

  5. io in ha detto:

    Brava, mi hai “stanato”.
    Comunque volevo solo dirti che le capacita’ intellettuali, operative e gestionali che hai, forse a volte le hai leggermente deprezzate e credo tu sappia a cosa mi riferisco, ma per fortuna grazie anche alla tua indistruttibile vena di sacrificio hai saputo ripagare te stessa con la giusta moneta, ovvero la soddisfazione di vedersi pubblicate 2 opere e di ricevere riconoscimenti in giro per l’Italia. Pertanto mi congratulo sinceramente con te anche perchè di sacrifici ne hai fatti tanti e soprattutto i tuoi genitori che io ho conosciuto e stimato. A riguardo sono sicuro che tuo padre sta vivendo questi tuoi successi da lassù.
    Per quanto riguarda le delusioni io direi che oltre a quello verso se stessi ci sono quelle procurate ad altri e che ci piaccia o no, dobbiamo laddove ce ne rendiamo conto cercare di non procurarne altre sia per il bene degli altri che nostro.
    Comunque ti saluto con l’augurio che tu possa continuare in questa tua passione a riscuotere successi , ma anche sperando che tu possa prenderti dalla vita’ un po di felicita’ spicciola e magari un po piu’ materiale ma che ha comunque la sua importanza nelle nostre vite.
    Della serie “il fritto è buono ma fa anche male….se si esagera,”
    P.S. Sto scrivendo anch’io un romanzo, anche se sono fermo a causa di un blocco di idee da almeno 2 mesi. Ho scritto 22 pagine ma è dura anche perchè a volte ho delle idee che mi costringono a tornare indietro e fare tante variazioni……Chi vivrà vedrà.

  6. io in ha detto:

    Scusa professoressa per le tante virgole mancanti mo ho 2 /3 tasti sgangherati sulla tastiera……

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